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Un fulmine, seguito da un boato avvertito da alcuni residenti, sarebbe all’origine dell’incendio divampato nella notte di domenica all’Alpe Noveis, in zona Bocchetta Gemevola. Le fiamme hanno interessato circa 12 ettari di sottobosco senza intaccare le piante, ma la conformazione impervia del territorio ha reso particolarmente complesse le operazioni di spegnimento.
Fin dalle prime ore sono entrati in azione i Vigili del Fuoco di Biella e dodici volontari AIB della provincia, coordinati dal DOS. Con loro anche un Canadair, che ha contribuito a contenere il fronte del fuoco lungo i sentieri più accessibili. “È una zona molto difficile da raggiungere – ha spiegato l’Ispettore provinciale AIB Rodolfo Gilardi – ma grazie al sentiero il fuoco è stato almeno circoscritto. Purtroppo il terreno è molto secco e il rogo ha potuto propagarsi rapidamente”.
Nei giorni successivi le attività si sono concentrate sul monitoraggio. La pioggia caduta tra il 20 e il 21 agosto ha aiutato, ma non è stata sufficiente a raffreddare il terreno roccioso, che ha continuato a fumare. Per questo era stato valutato l’impiego dell’elicottero regionale, rimasto però a terra a causa della nebbia.
Il 21 agosto i tecnici del CoAib e il DOS dei Vigili del Fuoco avevano dichiarato ufficialmente estinto l’incendio dopo gli ultimi sopralluoghi. Ma la tregua è durata poco: la mattina del 22 i volontari AIB hanno constatato che in alcune aree il fuoco non era ancora del tutto domato e si è reso necessario richiedere nuovamente l’intervento dall’alto.
La situazione resta dunque complessa e in continua evoluzione, con il lavoro incessante dei volontari e delle squadre di soccorso impegnati a garantire che il rogo sia definitivamente spento e non possa più riprendere vigore.